Domenica 26 giugno 2011 - Luigi Montini PDF Stampa E-mail

Dopo l’entusiasmante tour per gli allevamenti (VEDI) di Enea, Giorgio e Luigi, fatto agli inizi di giugno del 2011, ho ricevuto dopo qualche giorno una telefonata dall’amico Enea nella quale mi ha detto che Luigi voleva parlami. Conoscevo Luigi di fama ormai da anni, scambi di opinione su qualche forum, e il piacere di conoscerlo di persona l’ho avuto durante la visita al suo allevamento. Quando ci siamo messi in contatto, mi ha fatto sapere che era interessato alle mie foto, per come le facevo, per l’attrezzatura che usavo per riprendere i soggetti; beh da parte sua avere un allevamento, che a mio parere e a detta di molti è il migliore in Italia nel suo genere, e non poterlo mostrare appieno sarebbe stato un vero peccato, soggetti  splendidi, in forma, rarissimi ed introvabili, riprodotti eccellentemente, bisognava in qualche modo poterli immortalare fotograficamente, e con molto piacere Luigi ha pensato a me! In quell’occasione non sono riuscito a trovare nessuno che mi accompagnasse per il viaggio, 300 km sono comunque tanti da fare in un giorno! La data stabilita era il 26 di giugno, ed ero abbastanza preso dalla cosa, era la mia prima uscita di questo genere e tutto doveva essere predisposto nel migliore dei modi. Ho procurato nuovi sfondi e nuovi posatoi per il box fotografico, verniciato ex novo l’interno del box stesso, neon di riserva, pulizia sensore fotocamera ed obiettivi; insomma volevo che tutto fosse pronto per quell’appuntamento! Partito di prima mattina mi sono incamminato verso la terra d’Abruzzo in una giornata limpida, percorrendo la sinuosa A24, costeggiata da verdi boschi, intervallata da cavalcavia e gallerie, mi son potuto godere un ottimo panorama. Giunto ai piedi del Gran Sasso d’Italia ho percorso i 10 chilometri abbondanti di traforo che unisce il versante aquilano da quello teramano; come non restare sbalorditi nel vedere, all’uscita del lungo tunnel, l’imponente Corno Grande che con i suoi 2912mt sovrasta quasi a picco l’autostrada. Immagine che mi son preposto di immortalare in una delle prossime occasioni.

Giunto da Luigi di buon’ora abbiamo subito preparato una stanza con tutto il materiale per iniziare a fare i primi scatti e visionarli per vedere come procedere con il resto degli scatti, i primi soggetti ad essere ospitati in “sala posa” sono stati un bellissimo Diamante di Kittlitz Acianico, ed i fantastici Diamanti Fetonti mutati, uccelli che fino a quel momento non avevo mai visto di persona e così attentamente, piumaggio perfetto indole docile e molto propensi a farsi fotografare, con loro mi son davvero divertito, ed il risultato subito visto ha entusiasmato sia me che Luigi. Fatte le prima prove e stabilita una scaletta di soggetti da fotografare, e visti gli ottimi risultati, ci siamo presi una pausa per un caffè, al ritorno una spiacevole sorpresa: il portatile aveva deciso di abbandonarmi (scheda madre partita). Non potendo più visionare gli scatti man mano, mi sono affidato alla mia fotocamera ed ho cercato di fare più scatti per ogni soggetto. Cosi tra Luigi che faceva la spola dai locali allevamento e la sala pose ed io che cercavo di immortalare questi rari pennuti, ci siamo avviati verso l’ora di pranzo; in queste prime ore ho fotografato nell’ordine Fetonti, mutati ed ancestrali, in pose singole ed a coppia, solo per loro avrò fatto 300 scatti, una vera gioia per gli occhi, successivamente Coloria, Bichenow, Kittlitz ancestrali e diamanti Pappagallo ancestrali, questi ultimi ripresi in più pose alcune davvero diverse dal solito.

 

Tra uno scatto e l’altro Luigi mi raccontava un po’ di tutto del suo allevamento, delle tecniche, dell’alimentazione, dei lunghi viaggi tra allevamenti Europei per trovare le rarità. Il suo allevamento consiste in un grande locale per le batterie da riproduzione, prima diviso in due ora unito, due locali per l’alloggiamento dei novelli, uno in batterie ed uno in voliere, ed una grande voliera esterna suddivisa in tanti piccoli scomparti per ospitare i novelli in estate 

Quello di cui più sono rimasto affascinato, già dalla prima visita è stato il locale riproduzione, una miriade di gabbie sistemate in più blocchi, tutti con sistema a carta per la pulizia del fondo, l’acqua alle singole gabbie è fornita tramite un sistema di distribuzione a pressione centralizzato, mangiatoie a dispenser recipienti per integratori e pastoni, la cosa che mi ha fatto piacere vedere che anche lui fornisce in quantità spighe prative, c’erano molte spighe di romice crespo, e mi ha confermato che fa ampio uso di sorgo verde ed tante altre erbe e spighe, per integrare l’alimentazione. Temperatura ed umidità sono sempre sotto controllo tutto l’anno, in particolare nella stagione riproduttiva, stufe a pellet e riciclo d’aria forzato contribuiscono a mantenere questi valori costanti. La pulizia dei locali è invidiabile : pavimenti sempre puliti nonostante le centinaia di soggetti ospitati, enormi finestroni davano il giusto apporto di luce naturale oltre che ad un bellissimo panorama collinare.

Intorno a mezzogiorno sono arrivati, Enea e Giorgio; un veloce sguardo a quello che stavo facendo, in quel momento fotografavo una coppia di Diamanti Pappagallo, che sotto i nostri occhio se ne stava tranquilla sul posatoio senza essere minimamente disturbata dai nostri sguardi e commenti. Senza perdere altro tempo però ci siamo avviati a pranzo. Il ristorante, un vecchio casale riportato a nuovo era incorniciato, come in una cartolina, tra ulivi secolari e verdi prati, l’occhio poteva perdersi tra il panorama marittimo sull’adriatico e quello montano sul Gran Sasso. Preso posto a tavola tutti e quattro abbiamo iniziato, tra una chiacchiera e l’altra, un piacevole itinerario enograstronomico: Maccheroni con le pallottoline (alla chitarra alla teramana con sugo di agnello e maiale e polpettine), Agnello cacio e uovo, Mazzarelle (coratella d’agnello avvolte da grandi foglie di lattuga) e tutta una serie di portate tipiche teramane che Luigi ha saputo ben farci apprezzare! Personalmente ho apprezzato il tutto e sicuramente la prima occasione sarà buona per bissare questo delizioso pranzo Teramano.

Enea e Giorgio purtroppo sono dovuti ripartire subito dopo pranzo, così con Luigi siamo tornati nel suo allevamento per finire di fotografare i soggetti mancanti. Abbiamo iniziato con i Gould Lutino singoli ed in coppia per proseguire con altre bellissime Erythrure, i Peale anche in questo caso singoli e coppie, i Tanimbar solo in singoli, non c’è stato verso di fotografarli in coppia, e per concludere gli scatti dei soggetti alloggiati all’interno due Diamanti Pappagallo mutati, uno Verde Mare ed uno Opale. Successivamente mi ha portato nella “voliera estiva” dove da poco aveva alloggiato gran parte dei novelli. Struttura enorme sovrastata da un enorme noce, all’interno su due corridoi c’erano 32 voliere ognuna delle quali ospitava una trentina di soggetti, in un’ala c’erano dei magnifici Gould, separati per sesso, tutti bellissimi, con taglie da invidia, in piumaggio impeccabile; l’altra ala della struttura ospitava tutta un’altra serie di esotici, dal Diamante Variopinto, all’Astro di Sidney, dal Diamante Codalunga (eccezionali) al Diamante Codarossa, dal Granatino al Guancia Arancio, erano così tanti che il mio sguardo si perdeva in quegli ambienti. Ogni voliera era concepita e arredata allo stesso modo, un unico grande posatoio di quercia era sistemato per ogni alloggio, a terra uno strato di faggiolino (truciolo di faggio), l’acqua era fornita ad intervalli di 2 ore tramite un sistema centralizzato sia come fornitura che come scarico. Ammiravo Luigi muoversi a suo agio tra tutti quei scomparti, riconoscere al volo un soggetto invece che un altro.

Cosi in queste voliere abbiamo scelto i restanti soggetti da fotografare, una serie di Gould maschi belli e calmi, si son fatti fotografare in pochissimo tempo, un Pastello Petto Bianco Testa Arancio, un Blu Testa Crema Petto Viola, un Pastello S.F. Testa Rossa Petto Viola, un Blu Pastello S.F. Testa Crema Petto Viola, e per concludere la serie un bellissimo Ancestrale Testa Rossa. Di seguito siamo passati a riprendere, dei bellissimi Codalunga, dei Codarossa, ed i Variopinto, tutti singolarmente ed in coppia, per concludere un nervoso Astro di Sidney.

Avevamo finito, 1500 scatti circa. La giornata si stava per concludere e con un po’ di dispiacere ho smontato l’attrezzatura e caricato tutto in macchina. Un’ultima chiacchierata prima di andar via e la promessa di tornare appena possibile per fotografare i nuovi soggetti che di lì ad un paio di settimane sarebbe dovuto andar a prendere in nord Europa. Per me è stata una giornata indimenticabile, ancora adesso, mentre scrivo, dopo mesi, ricordo ogni piccolo dettaglio di quei momenti, la disponibilità e squisitezza di Luigi, la sua esperienza, la sua capacità nell’allevare esotici tanto rari quanto delicati, come se fossero gli esotici più facili da allevare al mondo. Successo che però non è dovuto al caso ma ad anni di studio e dedizione.

Le foto che riporto in questo articolo sono alcune di quelle scattate in quella giornata e mi sono state gentilmente concesse da Luigi. A breve potrete ammirare tutto quello che ho descritto ed ancor di più sul suo sito di prossima apertura www.allevamentomontini.com

Grazie Luigi

Stefano

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