Mercoledì 4 Luglio 2012, da Enrico Finocchietti PDF Stampa E-mail

"Cappuccino Tricolore (Lonchura Malacca)"

….“ciao Stefano come va? Sei ancora interessato ai cappuccini tricolore, devo ridurre, ed ho due coppie riproduttrici da togliere”…. Così a metà giugno avevo ricevuto un SMS dall’amico Enrico Finocchietti. Come succede spesso con gli amici che negli anni ho avuto la fortuna ed il piacere di conoscere, durante l’anno ci si sente per telefono o via mail, per farsi due chiacchiere sulla stagione riproduttiva, su come vanno le coppie, sulle aspettative per la selezioni  e sulla prossima stagione mostre. L’allevamento di Enrico mi aveva affascinato molto già alla prima fugace visita (e dopo questa seconda devo dire veramente molto fugace) fatta ad Ottobre scorso. Mi avevano colpito molto la qualità dei mandarini allevati e la quantità di esotici particolari messi in riproduzione, tra cui molte Lonchure rare. In quell’occasione, appunto, gli chiesi di avvisarmi nel caso in cui avesse dovuto dar via una di queste ultime coppie. E così, puntualmente mi ha contattato e ci siamo accordati sulla data della visita, ho approfittato però chiedendogli di poter portare con me l’attrezzatura fotografica per poter fare un piccolo book fotografico per tutti quegli esotici che avevo visto la prima volta ed Enrico, entusiasta, aveva accettato la mia proposta. La data fissata era quella del 4 luglio, a farmi compagnia per questa breve trasferta l’immancabile e prezioso compagno di viaggi Nunzio!

In questa estate calda, ci hanno fatto compagnia gli anticicloni africani, a cominciare da “Scipione” per continuare con il tremendo “ Caronte” che ci ha accompagnato con i suoi picchi che raggiungevano i 40° di temperatura in questi primi giorni di Luglio, temperature mai raggiunte negli ultimi due secoli per questo periodo. La scelta per l’orario di partenza non poteva che cadere sulla prima mattinata, di buon ora con il fresco mi sono incontrato con Nunzio, e dopo un cappuccino e cornetto, ci siamo avviate verso la periferia nord della capitale. Il viaggio anche se breve è stato abbastanza trafficato avvicinarsi al Grande Raccordo Anulare in certe fasce orarie è davvero poco promettente, dopo qualche ingorgo ed un’altra sosta in autogrill, abbiamo abbandonato le arterie principali e ci siamo addentrati, seguendo in nostro fido navigatore per le tortuose strade che da fuori il Raccordo ci avrebbero portato a casa di Enrico. Abbiamo percorso 20 magnifici ed incantevoli chilometri, tra curve, sali e scendi, strade scavate nel tufo, con margini alberati che ci fornivano una confortevole ombra in quella calda e soleggiata mattinata. Campi color oro per il grano appena mietuto si alternavano a verdi campi di granturco appena irrigato, un contrasto di colori davvero ammaliante! Il panorama collinare, ancora più accentuato dalla mancanza lungo le strade di alberi, e per il tragitto che seguiva i profili delle sinuose colline, ci ha accompagnato fino a destinazione. Siamo arrivati in leggero anticipo, e nell’imboccare il cancello d’entrata e parcheggiare la macchina ci siamo trovati davanti un dobermann sdraiato, non il massimo per un ospite che arriva in visita, cosi senza avere fretta di allontanarci dall’auto abbiamo aspettato Enrico e ci siamo gustati per qualche minuto quella bell’aria di prima mattina della campagna romana. La casa era circondata da un bel giardino, dove una miriade di piante grasse facevano bella mostra, erano veramente tante, di tutte le grandezze da pochi centimetri ad alcuni metri, molte in fiore, e come si sa il fiore di una pianta grassa e tanto bello quanto raro a farsi vedere. Il canto delle cicale e delle rondini si alternava al rombo degli aerei che percorrevano il corridoio di discesa verso l’aeroporto di Roma Fiumicino, e visto l’importanza dello scalo romano, il traffico era abbastanza sostenuto.

Ecco che si presenta Enrico, aveva avuto un piccolo contrattempo, la nascita di due vitellini, ma appena lo abbiamo visto siamo rimasti di stucco portava con sé due piccole mascotte un Cacatua dal ciuffo giallo “Ciuffo” sulla spalla ed un’Ara Ararauna “Paco” in braccio, non ci aspettavamo che avesse questo tipo di uccelli, e che gli fossero così attaccati, alle nostre domande curiose Enrico ci ha assicurato “e non avete visto ancora niente”. La cagnolona che ci aveva accolto con indifferenza era Luna una dobermann “trovatella”, che Enrico a letteralmente raccolto per strada 8 anni fa, ferita, denutrita e piena di parassiti, curata, rifocillata e coccolata adesso si sta godendo una meritata vecchiaia, in barba alla prima impressione che ci ha fatto, si è dimostrata estremamente docile e nonostante ci gironzolasse sempre intorno se ne stava sempre per le sue all’ombra per ripararsi dal caldo asfissiante che man mano stava salendo. Dopo qualche chiacchiera sull’andamento della stagione riproduttiva appena trascorsa, e dopo aver riposto i due beccostorti in una voliera esterna ci siamo accomodati nel suo locale allevamento. La maggior parte dei novelli alloggiava in una grande voliera esterna solo alcuni erano presenti nel locale chiuso che normalmente in inverno utilizza come zona riproduzione.

Ad una prima occhiata abbiamo potuto notare tutta una serie di esotici molto particolari separati per gabbioni, c’erano alcuni Astrildi Testa Azzurra, degli Emblema Picta, alcune Erythrure, una varietà notevole di becco d’argento mutati, Guttati e Codarossa, degli Astri aurora e Melba, altre particolari Lonchure tra cui la rara Flaviprymna, le Donacole Petto castano Ancestrali e mutate e le Donacole Petto Bianco, le Nonnette Nane, in una delle gabbie poi c’era una coppia ed un soggetto spaiato di Coda d’Aceto; non potevano mancare i mandarini dalle bellissime Mascherato agli immancabili Ino, agli invidiati Bruno. Dopo un primo sguardo veloce ho preso l’attrezzatura fotografica e mi son piazzato all’interno del locale e man mano tra una chiacchiera, una battuta ed una boccata d’aria ho iniziato a fotografare i soggetti che Enrico man mano mi portava e di pari passo commentavamo e parlavamo del soggetto in questione in quel momento.

Cosi ho potuto fotografare man mano soggetti che mai prima avevo avuto occasione di riprendere, cominciando con le belle Donacole Petto Bianco, molto particolari quanto schive, una delle poche Lonchure ad avere dimorfismo sessuale, con l’abitudine particolare di stazionare sul fondo della gabbia, allo stesso modo quindi ho potuto verificare la loro pigrizia, se così la si può definire, nel restare sul posatoio, nonostante ciò si sono dimostrate molto calme rispetto ad altre Lonchure e si son fatte fotografare senza nessun accorgimento particolare.

"Donacola petto bianco (Lonchura pectoralis)"Altro

Del secondo gruppo di scatto, hanno fatto parte un nutrito gruppo di Diamante Variopinto, gli Emblema Picta, anche loro con abitudini simili alle Petto Bianco  nello stazionare sul fondo della gabbia, queste però molto più nervose e irrequiete nel farsi riprendere, ironia della sorte ha voluto che uno degli scatti buoni fosse quello che ritraeva una coppia riproduttrice con uno dei novelli ancora in muta giovanile. Questi bellissimi esotici, che stanno sempre più prendendo piede negli allevamenti italiani, si sta dimostrando, sempre più frequentemente, un ottimo allevatore ed a volte si comporta meglio delle balie, vista l’indole particolare dei novelli, molto esigenti con tempi di svezzamento lunghi rispetto alla media di altri esotici , anche Enrico ne ha avuto conferma avendo portato a termine una covata in purezza.

"Diamante Variopinto (Emblema Picta)"

Uno dei gabbioni più popolati era quello degli Astrildi Testa Azzurra, ahimè quasi tutti i novelli si sono dimostrati essere dei maschi, molto docili e leggeri nello svolazzare e con sguardo curioso, il soggetto ripreso in gabbia foto una volta posizionato sul posatoio si è fatto riprendere senza mai cambiare posizione se non quella della testa.

"Astrilde Testa Blu (Uraeginthus Cyanocephalus)"

Il successivo esotico molto raro a trovarsi, e quando lo si trova per la maggior parte delle volte si tratta di soggetti prelevati in natura, era dei Coda d’Aceto. Questa volta però la coppia era nata in cattività e riportava l’anello inamovibile e proveniva dal nord Europa.  Avevo avuto modo in passato di fotografare una coppia in occasione di Zebra’s 2008, e la cosa che mi ha fatto piacere è stata quando Enrico mi ha fatto vedere proprio uno di quegli scatti che avevo fatto, caricato sul suo telefonino. Beh gli ho detto che avrebbe presto sostituito quella foto con una delle nuove che gli stavo facendo. Questi piccoli esotici erano scattanti e sempre in movimento, come mi è spesso capitato di notare nel fotografare soggetti delle specie affini, la femmina ancora di più rispetto al maschio che si lasciava fotografare con più calma. Nel parlare di questa specie, delle difficoltà riproduttive e d’allevamento abbiamo entrambi mensionato uan particolarità alimentare di questo piccoletto, è ghiotto di ragnetti!

"Coda d'aceto (Estrilda caerulescens)"Altro

I successivi a passare sotto l’obiettivo della fotocamera sono stati gli zebrati, entrambi mutati Agata, pima è stato il turno di una bella femmina e subito dopo di un maschio che però era alloggiato nella voliera esterna comune. Soggetti ormai di comune allevamento anche se richiedono l’uso di balie perché tutt’ora risulta difficile la riproduzione in purezza. Soggetti molto calmi e mansueti si son fatti fotografare in pochissimo tempo.

"Diamante Zebrato (Neochmia Modesta) femmina Agata"Altro""

Cugini degli Zebrati, i Codarossa hanno preso posto sul posatoio, alcuni novelli ancora in muta giovanile erano alloggiati in batteria, così abbiamo ripiegato per un riproduttore ed un novello ormai a muta ultimata presi dalla voliera esterna. Allo stesso tempo ho fatto una breve seduta con un bellissimo e calmissimo Guttato, che si è fatto fotografare in pochi minuti senza fare una piega.

"Diamante codarossa (Neochmia ruficauda) mutazione Giallo"

In minor numero erano presenti delle Erythrure, dai Coloria ai Peale, per passare ai Kittlitz ancestrali e mutati e c’erano anche dei Gould tra cui un  paio di Lutino. L’indole di questi esotici la conosco molto bene, avendone fotografati molti in occasione della visita all’allevamento di Luigi Montini, sempre molto nervosi e schivi è stato veramente difficile immortalarli sul posatoio, senza avere un micromosso nella foto nonostante l’uso del cavalletto.

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"Diamante di Peale (Erythrura Pealii)"

In un gabbione nascosto alla vista dall’entrata c’erano un bel gruppetto di  Melba del Suda e di Astro Aurora, nessuno novello in questo caso, erano soggetti presi da poco e si spera pronte per la riproduzione per la prossima stagione.

"Melba del Sudan (Pytilia melba)"

"Astro Aurora (Pytilia phoenicoptera)"Altro"""

Finalmente siamo passati al gruppo delle Lonchure più rare, cominciando dalle piccolissime e velocissime Nonnette Nane, Enrico ne ha riprodotte molte in questa stagione; di seguito ho messo nel box una vera chicca, un novello di Lonchura Flaviprymna, ancora con il piumaggio scomposto ma veramente interessante come documento fotografico; siamo passati poi per uno dei soggetti che mi sarei portato a casa: una femmina di Lonchura Nevermanni; ultime di questo gruppo sono state le Donacole Petto Castano sia ancestrali che mutate, le prime ormai sono molto comuni, anch’io attualmente sto tentando la loro riproduzione con qualche coppia in colonia, e più volte ho sentito parlare di esperienze di riproduzione in purezza, cosa che mi ha confermato anche Enrico riproducendo alcuni novelli in purezza; le mutate molto più appariscenti e ricercate dimostrano però la stessa docilità e calma delle ancestrali.

"Donacola Petto Castano(Lonchura Castaneothorax) femmina Bruno"

Per concludere il gruppo delle Lonchure siamo passati ai becco d’argento in una quantità notevole di mutazioni, dalle bellissime femmine Agata, agli Agata Ventre Scuro, agli Agata portatori di Ino che manifestavano chiaramente lo split dell’Ino, dai bei Bruno ai bellissimi Bruno Ventre Scuro, insomma c’era tutto un po’ sui Becco d’Argento mutati, tutti gli ancestrali, un gran numero portatori alloggiavano in voliera esterna.

"Becco d'argento (Lonchura cantans) Agata"

"Becco d'argento (Lonchura cantans) Bruno"Altro

Verso ora di pranzo si è affacciata Emanuela, la moglie di Enrico, in dolce attesa, vedendoci lì tutti e tre, Nunzio, io ed il marito, a chiacchierare di allevamento, mostre, esotici, e quant’altro di ornitologico, con quel box che sembra più che altro un baule, non oso immaginare cosa abbia potuto pensare di noi. Dopo qualche minuto speso nel coinvolgerla nelle nostre discussioni, facendole vedere come scattavo le foto ai soggetti in “sala posa” ed il risultato su alcune riviste che per l’occasione mi ero portato dietro, ci ha invitato ad accomodarci in sala da pranzo! Durante quelle due ore impegnate al tavolo, davanti a delle pietanze davvero deliziose e soprattutto genuine, Emanuela ed Enrico ci hanno parlato e raccontato di tutto su Ciuffo e Paco, dal loro arrivo al loro ambientamento, dal loro rapporto che man mano sono andati a rafforzare diventando sempre più membri della famiglia. Naturalmente abbiamo anche parlato del prossimo lieto evento, della piccola che arriverà in autunno, che nome avevano pensato per lei, e come avrebbero reagito gli altri due componenti della famiglia. Arrivati al caffè Enrico è uscito a prenderli in voliera per farli partecipare al finale del nostro banchetto, forse intimoriti dalla nostra presenza o forse ingelositi, stavano sempre o sul braccio di Enrico o sulla spalla di Emanuela e diffidavano della nostra presenza anche se erano abbastanza incuriositi, ho tenuto anche Ciuffo qualche minuto sulla spalla, ma tra i due non riuscivo a capire chi si sentisse più a disagio per la novità!  Ho potuto ammirare degli uccelli completamente diversi da quelli che fino a quel momento avevo visto, nel mio breve percorso ornitologico, animali che socializzano, che interagiscono, con una loro personalità, un loro carattere, le loro gelosie e i loro giochi, i loro vizi e le loro abitudini, che li rendono tutt’altro che semplici uccelli.

Dopo il caffè Enrico ci ha accompagnato nella voliera di Ciuffo e Paco per lasciarli riposare, e qui la seconda sorpresa, quella che ancor di più mi ha colpito e che non immaginavo di trovare, così tanta organizzazione e così tanti animali. C’era tutta una serie di box ognuno dei quali conteneva galli e galline di specie più varie e provenienti da tutto il mondo, insieme ad anatre e colombi, a fagiani e pavoni, insomma uno spettacolo per gli occhi, anche per chi non è particolarmente addentrato nel mondo avicolo. Le voliere per il pollame formavano una grande “U” ed al centro padroneggiava una grande vasca con una ventina di carpe Koi, ninfee e piante palustri.

Purtroppo abbiamo avuto pochissimo tempo da dedicare a questo parte del suo giardino, avevamo altri esotici da fotografare, ma con calma mi  son fatto ripetere tutte le specie che aveva, sue ed in affidamento: c’erano tra le galline le Ancona, le Amburgo, le Spagnole faccia bianca, le Aracauana (messicane senza coda dalle uova verdi), le Nana Calzata, le Marans (quelle dalle uova marroni),  le Lakenfelder, le Sussex, il Combattente Indiano, le Fenix, le Livornesi e le Morosete; tra i colombi c’erano gli Arcangeli, i Turingia, il Rondone egiziano, il Rondone siriano, il Corguero sivigliano, il Corguero valenziano, il Capitombolante Ochetta Viennese Cravattato Orientale comunemente chiamati Ochette (una di loro ha vinto il campionato Italiano) il Cappuccino,  il Lucernese Dorato, il Lucernese Siux; tra le anatre c’erano le Mandarine, le Caroline, Alzavole brasiliane, le Anatre Arboricola Australiana detta a anche Chenonnette, le Casarca queste ultime ne aveva in due voliere differenti, le sue con i pulcini a seguito poi aveva altre con insieme ai Combattenti indiani che gli sono state date in affidamento dal Bioparco di Roma, beh cosa commentare su questo particolare; tra i bellissimi e superbi pavoni c’erano i Nigripennis e gli Speciferi; dei bellissimi e coloratissimi Fagiani venerati, un maschio con una coda lunghissima, coda che in alcuni soggetti può raggiungere i 6 metri di lunghezza.

"Capitombolante Ochetta Viennese Cravattato Orientale (Campionessa Italiana)"Altro

"Galline Lakenfelder"Altro

"da sinistra a destra: Alzavola Caroline e Mandarine mutazione Satinè"Altro

Avrei voluto poter soffermarmi ancor più tempo in quelle voliere, ma il tempo stava trascorrendo veloce e già eravamo fuori tabella di marcia per il rientro a casa, sicuramente per una buona ragione visto tutto quello spettacolo. Il box fotografico ed i mandarini ci aspettavano, così ci siamo recati nuovamente nel locale allevamento, ed ho cominciato a fotografare prima gli Ino, soggetti davvero di notevole selezione, ben strutturati ed in taglia, d’altra parte sono anni che Enrico, con qualche altro “ostinato”,  nel silenzio hanno portato avanti il lavoro su questa mutazione Italiana del Diamante Mandarino, questa stagione è stata decisamente proficua con un buon numero di soggetti riprodotti, quattro maschi ed una dozzina di femmine; a seguire ho fatto qualche scatto ad un paio di femmine Bruno Mascherato, giusto per gradire la differenza di fenotipo con una Ino; ultimi scatti della giornata fatti nel box, sono stati riservati ai Bruno, un bel giovane maschio, forse con il piumaggio non ancora in ordine, e la formidabile Campionessa Italiana di Parma 2010, un soggetto di una bontà e livello selettivo che non necessitano commenti.

"Diamante Mandarino Ino maschio"

"Diamante Mandarino Bruno femmina, campionessa Italiana Parma 2010"

Alcuni di questi ultimi soggetti fotografati erano alloggiati in una grande voliera esterna adiacente alla casa, e un’altra sorpresa l’abbiamo avuta quando affacciandoci dalla parte esterna della struttura abbiamo potuto ammirare tutta una serie di voliere in serie, dove alloggiavano Gropponi, Parrocchetti dal Collare, una moltitudine di Inseparabili, Colini, insomma non sapevamo dove guardare, ed anche se parte di questi ultimi soggetti visti li aveva in affidamento, siamo rimasti davvero piacevolmente colpiti per come riesca a gestire tutta questa mole di uccelli. Ultimo ma non per importanza abbiamo preso le mie due coppie di Lonchura Malacca, il pretesto che ha scaturito questa nostra visita, erano alloggiate in un’altra voliera esterna con altre quattro bellissime Lonchure, le ferriginose; Abbiamo caricato il soggetti nel trasportino, abbiamo caricato tutto il materiale in auto e ci siamo concessi soddisfatti un scatto a coronare una giornata davvero fantastica.

Spero vivamente di riuscire a ricambiare così tanta gentilezza, offertaci da Enrico ed Emanuela, ai quali va il nostro più grande augurio, per il prossimo futuro da genitori!

Fiumicino 04 luglio 2012

Stefano Giannetti

 

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